mercoledì 12 maggio 2010
I banchieri vengono incarcerati o processati in Islanda mentre si cercano i colpevoli della crisi
A più di un anno e mezzo dal fallimento delle maggiori banche islandesi, in un paese determinato a non mandare in malora l'economia, la polizia ha cominciato a fare visita a un certo numero di banchieri di alto rango, mentre su un altro fronte altri ex-dirigenti e proprietari di istituti di credito devono difendersi da cause legali per due miliardi di dollari.
Da quando le tre maggiori banche d'Islanda, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir, sono andate a rotoli nel 2008, gli ex-dirigenti e i proprietari se la spassavano indisturbati all'estero.
Ma la pubblicazione di un'interpellanza parlamentare il mese scorso, nel mezzo della profonda crisi economica e finanziaria che attraversa l'Islanda, ha rappresentato un cambio di rotta e la colpa del disastro è ricaduta sugli ex-responsabili degli istituti di credito che hanno usufruito di "prestiti ingiustificati dalle banche" per cui lavoravano.
Mercoledì, i consulenti per la messa in liquidazione della Glitnir aveveano annunciato di avere fatto causa per 2 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro) a vari azionisti e dirigenti per frode.
La denuncia è stata depositata presso un tribunale di New York.
Clicca quì per leggere il resto (in lingua inglese).
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