Una donna fa il segno della "V" con le dita mentre tiene un cartello con su scritto "La Grecia non è in vendita, lunga vita alla Grecia, lunga vita a Theodorakis", in occasione della protesta presso l'ambasciata Greca a Buenos Aires il 12 maggio 2010. La manifestazione è stata organizzata dai sindacati che hanno indetto uno sciopero generale contro i tagli decisi dal governo. Adrian Salbuchi
Voltaire Network
Traduzione a cura di Francesco Torre
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Ci sono inquietanti parallelismi tra i dieci anni di catastrofe dell'Argentina (1991-2001), che hanno portato il paese a non poter pagare il proprio debito, e le recenti difficoltà in Grecia. In entrambi i casi le responsabilità ricadono sugli organismi monetari internazionali ed entrambi i paesi sono stati turbati da crescenti proteste e rivolte contro le misure di austerità imposte dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). L'economista Adriàn Salbuchi ha fatto un'analisi impietosa di questa crisi studiata a tavolino e che non conosce confini.
Quando gli Argentini hanno letto i giornali e hanno saputo delle cose terribili che accadevano in Grecia, non hanno potuto fare a meno di esclamare: "Hey!! E' ESATTAMENTE come in Argentina tra dicembre 2001 e gli inizi del 2002... !". In quel periodo anche l'Argentina subì il peggior collasso economico e finanziario della sua storia che portò a scontento sociale, violenza, rivolte e guerra di classe. I disordini furono tali che il governo di allora, guidato da Fernando de la Rùa, fu costretto a dimettersi, sopratutto a causa del suo ministro dell'Economia, Domingo Cavallo, che notoriamente faceva gli interessi del cartello bancario. Ciò portò a un vuoto politico a causa del quale 5 (cinque!!) Presidenti si alternarono in quell'ultima terribile settimana di dicembre 2001.
Il caos sociale in Argentina venne innescato dal tentativo del Presidente De la Rùa di mettere in atto misure di austerità schifosamente ingiuste su mandato dell'FMI che,come al solito, chiedeva alla gente sacrifici estremi (tra i provvedimenti più odiati ricordiamo: nuove tasse, meno spesa sociale, "pareggio del bilancio" e deficit zero) che portarono a un crollo del 40% del Prodotto Interno Lordo (PIL) Argentino.
Metà degli Argentini finirono sotto la soglia di povertà (la maggior parte non è più tornata nella classe media), alle banche private è stato concesso per legge di trattenere tutti i risparmi, i depositi in dollari furono arbitrariamente convertiti in pesos al tasso di cambio che faceva comodo al governo e alle banche (il tasso peso/dollaro fu svalutato del 300% passando da 1 peso per un dollaro a 4 pesos per un dollaro nel giro di poche settimane) e tuttavia...nessuna banca fallì!!! Anzi, da allora sono tornate in affari alla grande, mentre i poveri e chi si è impoverito sono definitivamente fuori dagli affari.
Durante i 25 anni in cui vari governi tecnici si alternarono in Argentina, il cartello bancario pro-globalizzazione guidato dal Fondo Monetario Internazionale creò artificialmente il debito pubblico in maniera illegale, o illegittima nella migliore delle ipotesi, che crebbe così tanto da mettere in ginocchio l'intero sistema economico e finanziario.
E la cosa non è stata accidentale. Rientra in un modello economico molto complesso, studiato per assumere il controllo di intere nazioni, attraverso fasi ben definite che portano ad un unico risultato finale: quando l'economia viene pompata per ottenere artificiosamente la crescita, il grosso dei profitti va a finire nelle mani di "amici", dirigenti e operatori finanziari vari.
Quando invece tale modello fraudolento raggiunge il suo apice e si prepara a collassare, i burattinai invertono il processo e spalmano tutte le perdite sui cittadini. (guarda i video sottostanti "Collasso Finanziario Globale" parte 1 e 2 - in lingua inglese -).
E' questo il risultato che il Sig. Cavallo, uno dei prediletti di Rockefeller, si è impegnato a ottenere, assicurandosi che fosse la gente ad accollarsi le perdite, mentre i banchieri internazionali si prendevano i guadagni. I media tutti, sia nazionali che locali, furono compiacenti. Il New York Times si è addirittura spinto oltre, suggerendo che l'intera Patagonia (vale a dire tutte e 5 le regioni più a sud dell'Argentina che coprono il 35% del territorio e sono ricche di fonti di energia, miniere, coltivazioni e risorse idriche) venisse separata dal resto del paese e "usata per coprire il debito".
Questa era la situazione in Argentina nel 2001-2002, e non è forse identica a quella nella quale si trovano oggi i contribuenti Americani, costretti per legge a salvare Goldman Sachs, AIG, Citicorp, e GM mentre perdevano casa, pensioni e lavoro? E non è la stessa cosa che è successa recentemente in Grecia? E in Islanda? E nel Regno Unito? E in Irlanda? E, da un momento all'altro, anche in Spagna? In Portogallo? In Italia?!!
In Argentina la gente è stata abituata a essere progressivamente più povera e quando sono tornati i tempi "normali", Goldman Sachs e Citicorp, attraverso il controllo di giornali e televisioni, hanno fatto in modo di rimettere in piedi un nuovo regime fantoccio asservito agli interessi finanziari. Nel caso dell'Argentina si tratta del duo mafioso e pro-banche formato da Néstor e Cristina Kirchner... , ma altre marionette continueranno ad alternarsi mentre la gente dell'Argentina continuerà a pagare...
Oggi se guardiamo alla Grecia assistiamo allo stesso clichè: il Fondo Monetario Internazionale impone drastiche misure di austerità come condizione perchè le banche concedano altri prestiti (come se un paese che crolla sotto il peso del debito possa migliorare la sua situazione accumulando altro debito!!), i media nazionali parlano a gran voce della necessità per la "Grecia di fare le cose in maniera corretta e responsabile" (come se la FED Americana, la Banca D'Inghilterra, Goldman Sachs e il Tesoro Americano che annovera gente come Greenspan, Bernanke, Paulson, Brown, Geithner, Blankfein e Greenberg fossero campioni di condotta responsabile), governi tecnici che si impegnano a fondo a fare gli interessi delle banche (George Papandreou non perde un meeting del gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale, cosi come Fernando de la Rùa, fondatore del distaccamento Argentino del gruppo di potere occulto noto come Council On Foreign Relations che prende il nome di CARI) e Goldman Sachs che cerca di tirare su fino all'ultimo centesimo in mezzo alla confusione.
A tutto fa da sfondo la gente disperata che scende in strada per dire a voce alta ciò che tutti sanno: banchieri internazionali e governi tecnici formano un'associazione ad alto livello di ladri e truffatori.
E poi accade l'inevitabile: il governo manda la polizia nelle strade per proteggere i banchieri, sè stesso, gli interessi dell'elite al potere e del loro Nuovo Ordine Mondiale. Poi scoppia la violenza, ci sono morti, feriti. I poliziotti poveri vanno contro i cittadini poveri, mentre i ricchi assistono sogghignando tenendosi a debita distanza.
Non ci si faccia illusioni: questo modo di operare è globale.
Non ci si faccia illusioni: la democrazia NON ESISTE, neanche ad Atene dov'è nata.
Dappertutto nel mondo (sia che ci si trovi in Grecia, Argentina, Brasile, Indonesia, Spagna, Islanda, Stati Uniti o Gran Bretagna) paghiamo lo scotto di un sistema di voto che premia chi dispone di enormi somme di denaro e può quindi permettersi di finanziarie costose campagne politiche, pubblicità alla radio e in televisione, grottesche infrastrutture di propaganda, può comprare giornalisti, analisti e naturalmente può anche pagare i candidati di cui si è fatto promotore: quella massa di fantocci semi-decrepiti di cui leggiamo tutti i giorni nei giornali : Bush, Blair, Papandreou, Obama, Clinton, Menem, Kirchner, Lula, Uribe, Sarkozy, Rodriguez, Zapatero, Merkel...
Quella che abbiamo è una "democrazia" totalmente asservita ai soldi, ma i soldi non sono democratici (solitamente). I soldi sono gestiti da una mega-struttura di banche che fa riferimento al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale, alla Federal Reserve, alla Banca dei Regolamenti Internazionali, alla Banca Centrale Europea e sono loro che pagano per proporci questa sottospecie di democrazia.
Il risultato è che abbiamo "la migliore democrazia che il denaro possa comprere"... che per definizione non è democrazia.
E le conseguenze si sono tragicamente viste ieri in Argentina, Turchia, Brasile, Messico, Indonesia e oggi in Grecia, Islanda, Stati Uniti, e Gran Bretagna.
Chi sarà il prossimo? Spagna? Portogallo? Italia? Il Sistema Monetario Europeo cadrà in mille pezzi? Il pacchetto di aiuti alle banche da 750 miliardi di euro farà deragliare l' (ancora in fasce) Euro ? Il Sistema Monetario Europeo si sfalderà? Sarà la Germania la prima a tornare al buon vecchio Marco Tedesco d'oro?
L'Euro e il Dollaro tecnicamente super-inflazionato (ma non ditelo a voce alta!!), apriranno forse la strada a una nuova valuta globale privata gestita su scala planetaria da un cartello finanziario dei vari Goldman Sachs, HSBC, Citicorp e Deutsche Bank del mondo?
Chi vivrà vedrà...il peggio deve ancora venire.
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